mercoledì 24 dicembre 2014

Samantha Cristoforetti e le scie chimiche

 
E' fresca di pochi giorni fa, ma i commenti già vanno oltre misura, la nostra Samantha Cristoforetti posta una foto del fantastico panorama a sua disposizione nella Stazione Spaziale Internazionale e tra i molti apprezzamenti spunta anche quello di un noto complottista del panorama italiano.
 
Le reazioni sono state immediati ed all'oggi il suo commento ha ottenuto un totale di 289 risposte dirette più tutti coloro che hanno commentato a parte l'infelice uscita di Marcianò.
 
Intendo spendere poche parole per questo episodio che altro non fa se non infangare ulteriormente la reputazione del nostro paese: per chi non fosse al corrente della storia, le scie chimiche fanno parte di un ipotetico complotto messo in atto dai principali governi mondiali allo scopo di controllare il clima e di effettuare esperimenti di controllo mentale, il tutto consisterebbe nel vaporizzare sostanze tossiche creando così la scia che l'aereo si lascia alle spalle.
 
Sul sito dell'European Space Agency è riportato l'impressionante curriculum di Samantha insieme ad alcune notizie biografiche a cui aggiungo l'annuncio che risale a luglio 2012 della sua selezione per la missione tutt'ora in corso.
 
A seguire il salvataggio dell'immagine di una pagina in cui Marcianò stesso ha caricato il proprio curriculum professionale (risalente al 2007) per poi cancellarlo.
 
La cosa che più colpisce del commento è la parola "Studia!", si provi a pensare:
Studia cosa?
Studia dove?
Studia il materiale che si trova online, senza fonti, senza certificazioni, senza prove accertate?
Studia su Google, su Youtube, sui Blog o su Facebook?
Per questo discutere con un complottista non porterà mai a buon fine, l'esperto non è riconosciuto come tale, non sono riconosciuti anni di studi, di esperienza, selezioni internazionali... niente.
 
Perché su internet ho letto che... quindi si diventa un depositario del sapere che è nascosto ai più.

Ipnosi e anestesia


La notizia sembrerebbe sensazionale: ipnotizzati invece che addormentati con i farmaci.

Dal punto di vista delle persone operate un bel pensiero di meno: problemi di allergie, di scelte religiose, di gravidanza, di nausea e vomito, di alterazioni del ritmo del sonno e molti altri; anche dal punto di vista dei sanitari ci sarebbero molte preoccupazioni in meno: gestione di complicanze intraoperatorie (per esempio: reazioni avverse da farmaci), di complicanze post operatorie (per esempio: il risveglio), gestione e monitoraggio di dispositivi invasivi per permettere alla persona di respirare e di restare addormentata (tubo endotracheale e cateteri intravascolari) ed anche sotto questo punto di vista si potrebbe proseguire con l’elenco.

 

La domanda sorge spontanea: perché non è ancora diventata prassi comune?

Si inizi con il definire ciò di cui si sta parlando: per ipnosi, dal punto di vista scientifico, si intende uno stato di maggiore ricettività e suggestione, inizialmente indotta dall'influenza di un'altra persona (MeSH, 1978), questa parola deriva dal greco “Hypnos” ovvero sonno e la sua origine non è ben definibile, vi sono ritrovamenti che indicano la pratica come procedura usata nell’Antico Egitto (Musès, 1972); con anestesia, invece, si parla di uno stato caratterizzato da perdita di sensibilità o sensazione; questa depressione della funzionalità nervosa è di solito il risultato di un'azione farmacologica ed è indotta a consentire l'esecuzione di un intervento chirurgico o di altre procedure dolorose (MeSH).

Dall’analisi della letteratura scientifica degli ultimi cinque anni emergono poche evidenze in merito all’uso di ipnosi in sostituzione dell’anestesia tradizionale, le conclusioni sono sempre molto sobrie, anche se, in certi casi, incoraggianti: è l’esempio delle endoscopie digestive, spesso effettuate con il paziente in stato di sedazione (da non confondere con anestesia), Domìniquez et al (2010) hanno definito come promettente l’uso dell’ipnosi in sostituzione alla sedazione in questi casi; l’anno scorso in Italia una donna con allergie multiple ai farmaci, è stata operata per un tumore alla pelle localizzato su una gamba, l’intervento è stato eseguito in ipnosi e non vi è stata alcuna complicanza (Facco et al, 2013); vi sono anche indicazioni all’uso dell’ipnosi in modo complementare all’anestesia, per diminuire l’ansia preoperatoria in ambito pediatrico (Kuttner, 2012) ed odontoiatrico (MacLeavey, 2013), in quest’ultimo caso però comparando l’ipnosi con altre tecniche di controllo dell’ansia, l’efficacia risulta essere non degna di rilievo (Wannemueller et al, 2011).

In conclusione l’uso dell’ipnosi in sostituzione dell’anestesia farmacologica è un tema con dati controversi, ma soprattutto con pochi casi studiati; ci sono delle potenzialità che possono essere sfruttate, ma sicuramente manca una risposta definitiva al momento attuale.

Queste poche righe non vogliono essere una trattazione esaustiva sull’argomento dell’ipnosi (tecnica che trova la maggior parte delle sue applicazioni in ambito ben diverso da quello anestesiologico), ma solo fornire i principali riferimenti che chi si approccia all’argomento è bene che abbia; vi sono numerose associazioni che promuovono questa pratica, in Italia si trova l’Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi, in America esiste l’ASCH (American Society of Clinical Hypnosis) un’associazione formata da personale qualificato e specializzato in ambito di sanità mentale che promuove l’ipnosi, anche se non per scopo anestesiologico.





BIBLIOGRAFIA / SITOGRAFIA

-          Ipnosi


-          Anestesia


-          Ipnosi Egitto:

Musès C. Trance-induction techniques in ancient Egypt, in Musès C. e Yung A.M. (a cura di) Consciousness and Reality. New York, Outerbridg and Lazard, 1972. pp.9-17


-          Ipnosi endoscopia


-          Ipnosi tumore cute


-          Ipnosi pediatrica


-          Ipnosi odontoiatrica


-          Ipnosi odontoiatrica 2




venerdì 28 novembre 2014

Il bicarbonato di sodio cura il cancro? ... parliamone.

Diversi articoli si possono reperire in rete sulle apparentemente miracolose proprietà di limone e bicarbonato di sodio nella cura di ogni malattia, le argomentazioni che si portano a supporto di tale teoria rimandano ad un ipotetico complotto delle case farmaceutiche che non guadagnerebbero più con il commercio di farmaci tradizionali se curarsi con questa pratica alternativa diventasse abitudine diffusa.
Una caratteristica di questi articoletti tuttavia è costante: la totale assenza di fonti o, dove presenti, l'inattendibilità.
 
 
 
 
Citando direttamente l'articolo: “1/2 litro di acqua + succo di 3 limoni + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Prendere a stomaco vuoto al mattino, può essere suddivisa in due dosi durante il giorno , ma non tra i pasti. E ‘ meglio prenderla ogni giorno, anche quando la malattia è sparita, perché tutti i tumori possono tornare, ed è importante prevenire.” valutando la frase qua sopra ci si accorgerà della genericità delle affermazioni, di quanto si voglia prendere ad esempio una prescrizione medica, come a voler dire: di qualunque male tu soffra, questo andrà bene.
Ora si cercherà di analizzare gli unici dati concreti che l'articolo offre, ovvero le sostanze direttamente coinvolte ed i nomi dei personaggi chiamati in causa.
Per Bicarbonato di Sodio (NaHCO3), in ambito scientifico, è comunemente usata la seguente definizione: una polvere bianca, cristallina, comunemente usata come agente tamponante del pH, un rigeneratore di elettroliti, un alcalinizzatore sistemico e detergente topico (MeSH, 1994); l’Acido Ascorbico invece (C6H8O6) si trova naturalmente negli agrumi ed in molte verdure, la sua forma biologicamente attiva (la vitamina C) è considerata un antiossidante.
All’interno dell’articolo non v’è riferimento ad una patologia trattata nello specifico, si cita genericamente la chemioterapia, il cancro alla vescica ed una non meglio definita “zona infetta del seno”; il riferimento aspecifico ai tumori è dovuto al fatto che il loro sviluppo è caratterizzato da un ambiente di tipo acido (con un pH basso), quindi una strategia di affronto della questione può essere quella di alcalinizzare (alzare il pH) l’ambiente in modo da renderne difficoltoso lo sviluppo. Il ragionamento fila ed ha senso, se non fosse che è sufficientemente scontato da far pensare che qualcuno ci abbia già pensato, ed infatti è così: Rofstad et al (2006) sono giunti proprio alle medesimi conclusioni; infatti recenti studi hanno dimostrato che la combinazione di Bicarbonato di Sodio ed Acido Ascorbico possono avere il potenziale per attenuare l’aggressività di alcuni tumori (McCarty, 2013).
Proseguendo nell’analisi, si è rilevato anche un effetto molto negativo dell’uso di Bicarbonato di Sodio in modo indiscriminato; in caso di tumore allo stomaco è stato osservato un aumento dello sviluppo del tumore stesso (Ehrnström et al, 2008), mentre la contemporanea somministrazione di Acido Ascorbico e Bicarbonato di Sodio pare addirittura potenziare gli effetti di sostanze cancerogene (che causano il cancro) (Iwata et al, 1997).
 
In conclusione qualche parola riguardo le presunte autorità citate nell’articolo:
 
- Otto Heinrich Warburg: è stato un medico tedesco che nel 1931 vinse il Premio Nobel per la scoperta di alcuni meccanismi inerenti la respirazione cellulare, solo successivamente ipotizzò di aver scoperto (con metodiche e tecniche dell’epoca) la causa primaria del cancro, senza alcun tipo di dimostrazione disponibile. Nulla di più di un’ipotesi, appunto. Per evitare fraintendimenti si specifica chiaramente ch’egli sia stato un genio del suo tempo, ma il Nobel ricevuto non c’entra nulla con la scoperta che gli viene attribuita.

 
 
- Elisabetta Izquierdo: citata come medico con un’affermazione molto forte, sembra però ch’ella in primo luogo non sia affatto un medico, ma moglie di un medico ed in secondo luogo che suo marito stesso l’abbia dichiarata una “bugiarda patologica che non conosce la differenza tra finzione e realtà” in seguito ad alcune affermazioni azzardate per la quale non sembra essere nuova.

- Mark Sircus: dal suo sito si evince come sia un sostenitore di rimedi universali a tutte le problematiche di salute sostenendo alcune improbabili terapie senza presentare un solo caso clinico di guarigione, ma un sacco di libri in vendita.
 
 
 
- Tullio Simoncini: ex medico, radiato dall’Albo e pluricondannato; noto sostenitore della teoria che il cancro è un fungo (Candida Albicans) e che il Bicarbonato di Sodio può curarlo. E’ di circa un anno fa la notizia che il Metodo Simoncini ha ucciso un ragazzo che volontariamente si era sottoposto al trattamento in questione, la diagnosi del decesso è stata di Alcalosi Metabolica: il giovane paziente è stato letteralmente intossicato dal Bicarbonato di Sodio.
 
 
 

In chiusura si può definire come azzardato, precoce e quantomeno pericoloso pensare al Bicarbonato di Sodio ed all’Acido Ascorbico come alla cura di tutti i mali, ma alcuni risultati in termini sperimentali sono stati raggiunti e negli anni di ricerca successivi si avranno informazioni più dettagliate riguardo l’uso terapeutico di queste sostanze.


Bibliografia / Sitografia

- Bicarbonato di sodio

- Acido ascorbico

- Tumori ed ambiente acido

- Bicarbonato e tumore gastrico

- Bicarbonato, limone e carcinogenesi

- Bicarbonato, limone ed efficacia

- Otto Heinrich Warburg Premio Nobel

- Elisabetta Izquierdo falso medico

- Tullio Simoncini sentenze 1

- Tullio Simoncini sentenze 2

- Tullio Simoncini sentenze 3

martedì 21 gennaio 2014

Foto dell'interno di un aereo che vaporizza scie chimiche... no.

Da qualche giorno noto su un famoso Social Network una didascalia piuttosto inquietante:

"Ecco come sono fatti gli aerei che diffondono le scie chimiche"

Seguita dall'ancor più inquetante reperto fotografico:



... non si nota niente?

Proviamo ad analizzare la foto utilizzando solo un po' di senso logico:
- ci troviamo in quella che, con tutta probabilità, è l'interno della fusoliera di un aereo e presumibilmente stiamo guardando in direzione della coda vista la curvatura che lo scafo prende in fondo.
- ci sono pochissimi posti a sedere, mentre la stragrande maggioranza dello spazio è occupata da taniche metalliche non meglio definite.
- l'interno del velivolo fa pensare ad un aereo di carico o ad un aereo civile ancora in fase di costruzione/collaudo.
- i bidoni sembrano essere contenitori per sostanze liquide senza etichette o segni distintivi, ma non sembrano essere uniti tra loro, cosa che rende poco plausibile l'idea di diverse sostanze che vengono miscelate tra di loro.
- Le ipotesi più plausibili a questo punto sembrano essere: un aereo che sta effettuando prove di carico (il fatto che i bidoni siano disposti dove normalmente ci sono i sedili può far pensare a questo), oppure ad un cargo merci che trasporta taniche di materiale.


La risposta ci arriva grazie alla funzione di Chrome "Cerca questa immagine su Google" ed immediatamente si trova la galleria fotografica del "49th Paris Air Show" basta scorrere la pagina fino alla fotografia numero 18 e... sorpresa!

"Water containers used as weight balance are seen during a visit through the fuselage of the test A380 Airbus airplane during the 49th Paris Air Show at the Le Bourget airport near Paris June 25, 2011. REUTERS/Gonzalo Fuentes"

Che tradotto significa:
"Contenitori di acqua, utilizzati come bilanciamento del peso sono esposti durante una visita attraverso la fusoliera del test A380 Airbus aereo durante il 49 ° Paris Air Show all'aeroporto di Le Bourget, vicino a Parigi 25 giugno 2011. REUTERS / Gonzalo Fuentes"


Ovviamente la foto con l'interpretazione complottista circola online senza uno straccio di fonte o di prova e non spiega come mai questi aerei supersegreti vengono fotografati così, dal primo che passa.
Concluco con uno screenshoot di alcuni commenti in coda all'immagine.



lunedì 20 gennaio 2014

Medicina e fasi lunari



Il presente articolo nasce in seguito ad una lettura piuttosto curiosa:


Un articolo scientifico con un affermazione così forte è quantomeno meritevole di una rapida scorsa, lasciando perdere il disegno e le modalità di conduzione passiamo al capitoletto sulle conclusioni: "The impact of the lunar cycle on aneurysmal subarachnoid haemorrhage is a myth rather than reality".


... un bel sospiro di sollievo eh?



mercoledì 20 novembre 2013

Gloomy Sunday, la canzone che uccide

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La canzone risale al 1933 scritta dall'ungherese László Jávor e musicata da Rezső Seress, quest'ultimo viveva una carriera da musicista fallito e compose il brano una cupa domenica di parigi, dopo essere stato lasciato dalla sua fidanzata probabilmente proprio a causa dei suoi nulli progressi. Ispirato dal dolore e dallo strazio profondo che in quel momento lo lacerava, Seress produsse un brano che parla dell'amore e del suicidio, visto come unico mezzo per ricongiungersi alla sua amata.
La "maledizione" che caratterizza questa canzone non si rifa' solo alle sue origini, ma anche ad avvenimenti accaduti nel futuro, dei quali, purtroppo, non v'è alcuna fonte bibliografica attendibile, ma vista la versione comune raccolta da più sorgenti, vien da pensare che forse un fondo di verità potrebbe anche esserci:
- Il primo caso sembra risalire al 1936 a Budapest, il signor Joseph Keller fu trovato morto in casa propria suicidatosi con accanto a se le parole della canzone uscita pochi anni prima.
- A Berlino un ragazzo si sparò in testa lasciando un biglietto con scritto che quella canzone gli era entrata in testa e che lui doveva in qualche modo spegnerla.
- Ancora a Berlino una commessa si tolse la vita impiccandosi nel suo appartamento, sul tavolo il testo di Gloomy Sunday.
- A Roma un ragazzo si gettò da un ponte nel Tevere dopo aver regalato ad un senzatetto tutti i soldi che aveva, quest'ultimo stava suonando la canzone con la chitarra.
- A Londra una donna si suicidò ingerendo dosi letali di farmaci barbiturici, dopo diverse ore i vicini chiamarono la polizia in quanto lo stereo continuava a riprodurre Gloomy Sunday a ripetizione.
- Nel maggio del 1936, Philip Tangier Smith Cooke, studente del Horbart College di Geneva nello stato di New York, fu trovato senza vita la sera del ballo di fine anno, dagli interrogatori risultò che le sue ultime parole ad un amico furono "E' una domenica tetra (gloomy sunday, ndr), lo farò stanotte."

Tutte queste condizioni portarono la BBC a censurarne la trasmissione all'interno dei propri programmi e l'esempio venne seguito anche da molti reti private e locali, il divieto rimase in vigore fino al 2002.

...

E Rezső Seress?



L'autore morì suicida nel 1968 genttandosi dal balcone del suo appartamento a Budapest, dall'ottavo piano.
E la sua fidanzata?
Il suo grande amore causa di tutte queste morti?
Suicida per avvelenamento.

sabato 26 ottobre 2013

Near-Death Experience (NDE) o Esperienza di Pre-Morte

Di cosa si parla?
L'argomento è al tempo stesso semplice e complesso, l'Esperienza Pre-Morte ha da sempre avuto un'enorme importanza spirituale dovuta all'ipotetico contatto con ciò che si trova "dall'altra parte".


Da un punto di vista fisiopatologico si tratta di una serie di sensazioni vissute in una condizione estrema per l'organismo: la consapevolezza di essere prossimi alla morte.
Ovviamente di questa particolare condizione è impossibile (per ora) ed anti-etico avere prove concrete, escludendo le testimonianze di chi questa esperienza l'ha vissuta, e forse è proprio questo che affascina sia il mondo religioso che quello scientifico.
La situazione può essere riassumibile in questo modo: in seguito ad un grave trauma, ad un arresto cardiocircolatorio, ad una malattia terminale o ad una situazione di coma, la persona coinvolta, qualora superi questa complessità clinica, riferisce visioni ed esperienze ricorrenti, quali una specie di tunnel al termine del quale si trova una fonte luminosa o vedere il proprio corpo sul letto operatorio mentre chirurghi ed infermieri sono intenti nel lavoro o ancora vedere i propri cari piangere al capezzale di un uomo che riconoscono come se stessi.
C'è molto materiale su cui lavorare in una situazione che potrebbe essere giudicata al limite del paranormale e chi meglio interpellare in tal senso se non l'ente predisposto in tal senso?
Un articolo pubblicato sul sito del CICAP rende in modo piuttosto semplice l'idea:

Cosa accade nei soggetti che raggiungono la soglia della morte a causa di un incidente o di una malattia e che fortunatamente riescono a tornare? L'esperienza di pre-morte (Near-Death Experience) è una sensazione particolarmente intensa e carica di emozioni che alcuni soggetti vivono nel momento in cui sentono di essere in prossimità della morte. Tale sensazione è accompagnata da visioni in genere costituite da una luce in fondo a un tunnel, sensazioni di benessere e soprattutto dalla l'impressione di abbandonare il proprio corpo e di osservarlo da un'altra prospettiva. Alcuni pazienti, usciti da una situazione di coma, affermano di avere osservato sé stessi da un angolo della sala di ospedale mentre i medici operavano su di loro; altri raccontano di avere visto il proprio corpo giacente per terra mentre veniva soccorso dopo esser stati coinvolti in un incidente automobilistico.
Questa esperienza rappresenta per molti una delle prove dell'esistenza sia di un'anima in grado di rendersi autonoma, che di un al di là verso il quale quest'anima cerca di dirigersi.
Cosa accade realmente a queste persone? Vi sono esperienze simili in situazioni diverse da quelle in prossimità della morte che ne possano spiegare la fisiologia? 
Situazioni del tutto simili a quelle appena descritte sono riportate in numerose altre occasioni e spiegabili mediante i normali processi neurofisiologici e psicologici. La visione del tunnel, per esempio, è prodotta da un naturale meccanismo neuropatologico in cui viene a trovarsi il cervello dopo un minor apporto di ossigeno, come può accadere in un trauma cranico, che inibisce l'attività delle cellule nervose; ne consegue quindi un restringimento del campo visivo dando così la sensazione di vedere attraverso un tunnel. 
Anche la sensazione di abbandonare il proprio corpo e vedere quest'ultimo da un'altra prospettiva (autoscopia) non è un'esclusiva dell'esperienza di pre-morte. Situazioni identiche vengono descritte da diversi soggetti ogni qual volta si trovano in particolari stati di affaticamento o in situazioni altamente emotive. Tale meccanismo è noto in psicopatologia come "depersonalizzazione somatopsichica" e appartiene alla sfera dei disturbi dissociativi. In situazioni di grande stress emotivo - un incidente stradale, la prossimità di un'operazione chirurgica, il timore immediato di dover morire o addirittura una brutta notizia - un individuo può allucinre il proprio corpo come se si trovasse in un'altra zona e viverlo come distaccato da sé, proprio per alleviare l'angoscia di quella situazione. La credenza in una vita oltre la morte fa sì che il soggetto, una volta tornato in sé, ricostruisca il suo ricordo aggiungendo involontariamente elementi e immagini che appartengono esclusivamente alla sua fantasia. Pur essendo straordinariamente suggestiva, l'NDE sembra dunque appartenere a quelle esperienze ritenute insolite dai più ma inquadrabili nell'ambito dei naturali processi psicofisiologici.
L'aspetto particolare che mi ha affascinato durante la lettura dell'articolo è quello che riguarda la "Depersonalizzazione somatopsichica" ed ho subito cercato di approfondire l'argomento con una ricerca attendibile, ma quello che mi aspettavo come un risultato relativamente semplice da trovare, ha prodotto una conclusione meno soddisfacente del previsto: all'interno del vocabolario controllato di PubMed non esiste un termine che includa questo concetto, l'alternativa è stata quella di cercare all'interno dell'immenso database medico-scientifico la traduzione letterale italiano - inglese sotto forma di termini liberi e... Sorpresa!

Niente di niente.

Ma non mi sono arreso così facilmente ed ho provato a ragionare in modo più semplice andando a ricercare direttamente quello che mi interessava approfondire: la Near-Death Experience.
41 risultati, decisamente meglio, restringo ulteriormente il campo di ricerca agli ultimi 5 anni in quanto tra le fonti biliografiche del CICAP si annoverano testi ed articoli che vanno tra i 14 ed i 30 anni fa.
12 articoli.
Ad una lettura dei titoli per scremare gli articoli pertinenti da quelli fuori tema ne escludo 2.
I seguenti articoli sono quello che la letteratura medico-scientifica ha da proporre sull'Esperienza Pre-Morte:

The "near-death experience" during comas: psychotraumatic suffering or the taming of reality?
Infrequent near death experiences in severe brain injury survivors - A quantitative and qualitative study.
Characteristics of near-death experiences memories as compared to real and imagined events memories.
The divided self: near death experiences of resuscitated patients--a review of literature.
Life changes in patients after out-of-hospital cardiac arrest : the effect of near-death experiences.
Near-death experience and out of body phenomenon during torture--a case report.
Near-death experiences: the experience of the self as real and not as an illusion.
[Near-death experiences].
Near-death states reported in a sample of 50 misusers.
The effect of carbon dioxide on near-death experiences in out-of-hospital cardiac arrest survivors: a prospective observational study.

Ce n'è per tutti i gusti, se l'argomento ha stuzzicato il vostro interesse come il mio buona lettura.