giovedì 29 agosto 2013

Monster & co - Monster University

ATTENZIONE: L'ARTICOLO CONTIENE SPOILER (ANTICIPAZIONI) SULLA TRAMA E SUL FINALE DEL FILM, NE SCONSIGLIO LA LETTURA A CHIUNQUE ABBIA IN PROGRAMMA DI VEDERLO.



Quella che segue è una mia personalissima considerazione sul un messaggio implicito che viene colto dallo spettatore, ma ripercorriamo la trama con calma:
La matricola Mike Wazowski ha sognato di diventare uno spaventatore sin da quando era un piccolo mostro e sa meglio di chiunque altro che per diventarlo dovrà laurearsi alla Monsters University; durante il primo semestre proprio alla MU, i suoi piani vengono sconvolti dall'incontro con lo spocchioso James P. Sullivan, detto "Sulley", uno spaventatore dal talento naturale.
Il loro spirito competitivo fuori controllo li farà cacciare dall'esclusivo programma per spaventatori dell'Università e, come se ciò non bastasse, si renderanno conto che l'unico modo per rimettere le cose a posto sarà quello di lavorare insieme, facendo squadra con un gruppo di mostri scapestrati. Il piano funziona ed in qualche modo loro ottengono il riconoscimento che speravano pur non venendo riammessi all'università; decidono di andare a lavorare come smistatori di posta presso la fabbrica dello spavento e da li una serie di fotografie ci mostra come pian piano i due mostri fanno carriera: da smistatori di posta a inservienti, a magazzinieri, a barman a... spaventatori.

Così si conclude la proiezione, un bel film con un lieto fine, ma analizziamo i messaggi che compaiono:
- gioco di squadra: intramontabile ottimismo della Disney che porta a pensare che tutti possono collaborare con tutti, il passaggio dell'unione tra il tipico bulletto scolastico ed il gruppetto di sfigatelli è stato molto ben gestito.
- impagnandoti puoi arrivare dove vuoi: qua sono nati i miei dubbi... siamo certi che far passare il messaggio "non importa se ti fai cacciare da scuola, tanto hai lo stesso la possiblità di arrivare dove hai sempre sognato" ad un bambino sia una buona idea?
Viviamo in un'epoca in cui le posizioni lavorative sono sempre più qualificate, in cui in ogni requisito ormai è richiesto un titolo di studio (anche per fare il postino) ed il bimbo di 8 - 10 anni che esce dal cinema dopo aver visto i suoi eroi arrivare a coronare il sogno della loro vita dopo aver fatto esplodere l'università ed essersi fatti cacciare... beh... è un po' come pubblicizzare il fatto che se vai a lavorare come addetto alle pulizie in ospedale, se ti impegni, prima o poi puoi diventare medico anche senza passare tramite l'università.

A voi piacerebbe che i vostri figli cogliessero questo messaggio? A me ha fatto un po' pensare...

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