Eco di Bergamo

Lo scenario è quello che si può leggere spesso sui giornali, la cosa diversa in questo caso è stata la reazione di alcuni passanti:

Due ragazzi rispettivamente 18 e 20 anni passavano in quel momento lungo la strada e si sono adoperati per estrarre immediatamente i due giovani intrappolati nell'auto nonostante l'auto continuasse a bruciare; dopo alcuni minuti l'operazione ha successo e prima che arrivino i mezzi di soccorso entrambe le vittime dell'incidente vengono estratte e portate lontano dall'auto.
Fino a che punto è possibile indicare come giusto quello che è stato fatto?
Lascio trarre le conclusioni ai lettori limitandomi, come al solito, ad esporre il mio personalissimo punto di vista:
Da diversi anni ormai uno degli aspetti cardine della mia vita (anche) professionale è quello del soccorso in ambulanza, l'attività di emergenza urgenza sui mezzi del 118 mi ha sempre entusiasmato e mi ci sono sempre applicato al meglio delle mie possibilità, negli ultimi anni mi è stato riconosciuto il ruolo di istruttore e quindi la facoltà di insegnare ai nuovi volontari delle associazioni di soccorso, ai dipendenti delle aziende, agli alunni ed ai docenti nelle scuole le basi del soccorso.
La prima regola d'oro del soccorso extraospedaliero (per esempio gli incidenti stradali) è la sicurezza: se la scena non è sicura per chi interviene (quindi i soccorritori), non si interviene.
E se le cose non fossero andate così bene?
Oggi si parlerebbe di quattro ragazzi morti e non di due eroi che hanno salvato due giovani.
Chiunque si intenda anche solo vagamente di Risk Management sa bene di cosa sto parlando: ottimizzazione delle risorse in base al risultato.
Come si evince dal sito del 118 in Valseriana sono operative solo 3 ambulanze 24h su 24, di cui due molto lontane dal luogo dell'incidente (Alzano Lombardo e Clusone); ora ipotizziamo che i due soccorritori occasionali si ritrovino gravemente feriti dopo aver tentato di soccorrere gli incidentati, ci sarebbe bisogno di un'altra ambulanza (che solitamente si reperisce chiedendo disponibilità a gettone ai volontari) e nascerebbe l'enorme problematica di lasciare interamente scoperto un territorio molto vasto ed orograficamente complesso.
E se mentre tutte le ambulanze sono impegnate in quell'incidente qualcuno chiama per un bambino che non respira?
E se mentre tutte le ambulanze sono impegnate si verifica un altro incidente stradale, lontano dal primo?
E se un'ambulanza resta coinvolta in un incidente mentre si dirige sul luogo dell'evento (cosa non impensabile viste le distanze)?
E se...
Si potrebbe andare avanti per un bel po', di fatto il comportamente di questi ragazzi è stato indubbiamente avventato e probabilmente lontano da questo tipo di logica... certo, l'obiezione sarà qualcosa del tipo "ma in quei momenti non ci pensi, segui l'istinto e basta" sbagliato, proprio per l'eccezionalità del momento è importante fermarsi e ragionare per un secondo di più piuttosto che buttarsi a capofitto in una situazione potenzialmente mortale.
Ripeto, questa volta è andata bene, ma statisticamente parlando il gioco non valeva la candela e questo episodio verrà preso come esempio dal sottoscritto durante i prossimi corsi di formazione per nuovi soccorritori come esempio da non imitare.
Vi chiedete come è finita?
Purtroppo siamo in Italia
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