sabato 20 luglio 2013

Medicine alternative II

Riprendo l'argomento iniziato nell'ultimo articolo, ce ne saranno diversi in quanto la tipologia di cure e rimedi non riconosciuti è molto vasta.


- AGOPUNTURA

Questa pratica si colloca nel contesto della medicina tradizionale cinese e conta un discreto numero di seguaci, nonchè di sedicenti agopuntori per nulla qualificati, ma forse è proprio questo il punto: chi può essere qualificato ad eseguire una procedura non riconosciuta?

L'agopuntura consiste nell'infissione di lunghi aghi sottili nei ting (punti individuati sul sistema dei meridiani e paralleli che dividono il corpo umano ed attraverso i quali circola energia, il cui squilibrio provoca la malattia) senza iniettare alcun farmaco, gli stessi vengono asciati in sede per un tempo che si aggira intorno ai 20 minuti e poi rimossi.



Pur avendo un'origine prettamente filosofico-religiosa, questa pratica ha dimostrato nel tempo che sotto certi aspetti può ottenere dei risultati anche dal punto di vista clinico in quanto l'azione degli aghi causa la riduzione del potenziale d'azione degli stimoli dolorosi nonchè a livello cerebrale un aumento della soglia del dolore; la rivista scientifica Effective Healt Care (2002) parla di efficacia dell'agopuntura:
  • nella nausea e nel vomito che accompagnano un intervento chirurgico o la chemioterapia;
  • in algie dentali a seguito di interventi;
  • in una piccola percentuale di dolori cronici non risolti con le terapie classiche (artrosi, mal di schiena, mal di testa)
Purtroppo c'è chi si rivolge agli agopuntori con la speranza di trovare un rimedio per l'alcolismo, il tabagismo e l'obesità; qualora funzionasse il successo stesso sarebbe la miglior pubblicità ed il numero di drogati e fumatori decrescerebbe vertiginosamente.
Tendenzialmente chi si dice guarito grazie all'agopuntura soffriva di disturbi molto vaghi, non ben definiti, nei quali l'effetto del tempo ed il fattore psicologico giocano un ruolo fondamentale.

Detto questo mi sento libero di invitare chiunque voglia provare il contrario a farsi avanti, mi sento sufficientemente aperto di mentalità per poter cambiare idea qualore ciò fosse necessario.

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